Bollicine sulla neve

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Bollicine e grandi gare sciistiche Stefania Fava ci racconta l’evento AUDI FIS SKY WORLD CUP 2019/2020

Arrivo a Madonna di Campiglio il 7 gennaio, il paese è in fibrillazione, l’attesa sta finendo: la famosa stazione sciistica si popola di campioni dello sci perché l’8 gennaio si svolgerà sul Canalone Miramonti la AUDI FIS SKY WORLD CUP 2019/2020.

Madonna di Campiglio

Madonna di Campiglio

L’atmosfera che circonda un evento sportivo di tale importanza è qualcosa che ti entra dentro, che non può lasciare indifferente nessuno, neanche i non appassionati di sci (ma questo ovviamente non è il mio caso, visto che da molti anni ormai lo sci fa parte della mia stessa natura).

L’aria è frizzante e il freddo è pungente, come le bollicine che fanno da cornice a questo evento: quello degli spumanti delle Cantine Ferrari, che a Madonna di Campiglio sono di casa e che quest’anno si fanno rappresentare dal suo nuovo Trento Doc Maximum che sarà protagonista durante tutti gli eventi di questa edizione.

Durante la cena di gala strettamente riservata presso il salone Hofer di Campiglio, un luogo che lega indissolubilmente questa località agli Asburgo ed alla principessa Sissi che per anni hanno trascorso le loro vacanze qui dalla metà dell’Ottocento, si degustano eccellenze del territorio, con i piatti cucinati dagli chef stellati Giovanni D’Alitta del ristorante Stube Hermitage, Davide Rangoni del ristorante Dolomieu del DV Chalet Boutique Hotel &Spa e da Sabino Fortunato del Ristornate Gallo Cedrone dell’Hotel Bertelli.
Sono presenti, oltre ovviamente al Sindaco Cereghini, al Presidente dell’Apt di Campiglio Tullio Serafini e ad alcune autorità, i grandi campioni del passato che hanno vinto sul Canalone Miramonti:
Piero Gros, Ivano Edalini, Marc Girardelli, Henri Brechu, Alberto Tomba, Giorgio Rocca, l’ultimo ad aver vinto nel 2005.

Campioni storici

Campioni storici

Si inizia a brindare con il Ferrari Maximum, rappresentato ed introdotto magistralmente da Matteo Lunelli, presidente ed amministratore delegato dell’azienda.
Come accennato, uno spazio importante per tutti i giorni dell’evento è dedicato al Ferrari Maximum, la prima etichetta prodotta da Giulio Ferrari verso gli inizi del Novecento, che mi accoglie all’entrata con le sue bottiglie magnum, sia nella versione Blanc de Blanc, inconfondibile per la pungenza e la persistenza delle sue bollicine grazie al riposo per più di 36 mesi sui lieviti, sia in quella Demi Sec, suo alter ego da dessert, rotondo e cremoso, che offre sentori di frutta bianca e ricordi di pan brioche e vaniglia, piacevolmente persistente nella sua sfumatura dolce, con un leggero retrogusto di lievito e spezie dolci.
Degusto il Blanc de Blanc con la reverenza che si riserva a questa accurata selezione di uve chardonnay. Appare subito brillante nel suo calice, veste un giallo paglierino molto luminoso, dal perlage fine e persistente, mentre al naso si mostra intenso, sprigionando sentori di frutta matura, gradevole bouquet floreale, crosta di pane e nocciola, chiudendo con decisi sentori minerali che ritroveremo anche al gusto, dove risulta elegante ed armonioso, impressionando per la freschezza e la lunghezza del sorso.

Blanc de Blanc Ferrari

Blanc de Blanc Ferrari

E’ il freddo della MONTAGNA che assicura un prodotto di tale qualità ed è la montagna che forgia il carattere dei campioni di sci, che li obbliga a duri sacrifici ed a volte a scelte estreme. Come lo spumante Ferrari che, nel silenzio della cantina, con un clima adatto e seguìto dalla sapiente mano dei maestri del remuage, affina pazientemente per lunghi mesi per essere poi versato brillante nei nostri calici.
Così questi grandi campioni, per arrivare a disputare una gara di Coppa del Mondo, attendono molto tempo, si esercitano, seguono i consigli di esperti allenatori, si perfezionano con pazienza, silenzio e concentrazione, per arrivare infine sul gradino più alto del podio.
Il sorso del Ferrari Maximum mi ricorda immediatamente l’aria frizzante delle prime discese del mattino sul Canalone Miramonti, con ancora intatta la traccia del battipista che ha lavorato durante la notte: sarà un caso? Decisamente no.
Ma scorriamo la storia ed il mito della 3-Tre: immediato è il rimando al Canalone Miramonti, sebbene questa gara abbia radici lontane.
La 3-Tre nasce nel 1950 come una triade di gare che si svolgevano in Trentino, precisamente sulla Paganella, sul Monte Bondone ed a Folgaria, rispettivamente con una discesa, un gigante ed uno slalom.
Considerati i costi dello svolgimento in tre località diverse, dopo alcuni spostamenti, la gara fu assegnata definitivamente a Campiglio nel 1967, nel circuito della Coppa del Mondo di sci alpino, che negli anni 70, con la Valanga Azzurra, raggiunge altissimi livelli, anche se il vero ed unico re di questa competizione è stato e rimane il grande Alberto Tomba con le sue tre indimenticabili vittorie.
Il vincitore di questa edizione si riconferma lo svizzero Daniel Yule che per il secondo anno consecutivo si aggiudica lo slalom speciale Madonna di Campiglio, seguìto al secondo posto dal norvegese Henrik Kristoffersen e dal francese Clement Noel, mentre il Ferrari Maximum ci fa compagnia nella Lounge 3-Tre e sulla Terrazza Special Vip dello Ski Stadium.
Il podio si bagna ancora una volta delle sue bollicine in versione doppia magnum, ergendosi a protagonista assoluto per questa edizione della Coppa del Mondo del Canalone Miramonti.
Si conclude così una giornata organizzata in maniera eccellente, fatta di slalom, campioni e bollicine nella affascinante cornice storica di Madonna di Campiglio.

Arrivederci al 22 Dicembre 2020!

 

Stefania Fava per Promowine

Stefania Fava per Promowine

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