Cantina della Volta: l’insospettabile eleganza del lambrusco di Sorbara

0

di Barbara Bonaccini  (sommelier)

Il Lambrusco che non ti aspetti e che forse, proprio per questo, riesce a penetrarti ancora di più nel cuore e nel palato.

In degustazione al prossimo God save the wine all Fattoria di Maiano il 4 luglio. 
 

Quello di Cantina della Volta l’ho incontrato per la prima volta un anno fa, per caso, e prevenuta come ero per i rubicondi ed esuberanti (talvolta eccessivamente) lambruschi che conoscevo, mi ci sono avvicinata con una certa diffidenza e con la convinzione che quell’incontro sarebbe stato breve e fugace. Niente di più falso: i colori, i profumi , la finezza del perlage, mi hanno tenuto compagnia per l’intera serata mentre due dei soci proprietari dell’azienda presentavano entusiasti i loro vini. Figli di una cantina “giovane” solo sulla carta (la Cantina della Volta nasce nel 2010) perché i Bellei hanno cominciato nel 1920 a vinificare lambrusco, prima con il metodo naturale della rifermentazione sui lieviti, poi con quello tutto francese della rifermentazione in bottiglia.

Il vanto dei Bellei (Christian Bellei oggi enologo e proprietario) è sempre stato quello di non aver mai avuto autoclavi nella loro cantina. L’amore indiscusso per lo Champagne e la finezza ed eleganza di uno spumante metodo classico è il motore che anima oggi Christian Bellei ed i suoi soci nella scommessa di fare dell’uva per antonomasia della loro terra un prodotto di altissima qualità. Una cura scrupolosissima delle vigne, l’utilizzo in cantina di macchinari di altissima caratura, le tecniche acquisite dagli chef des caves francesi, tutto è messo al servizio del Lambrusco di Sorbara, il lambrusco di pianura, il più ricco di acidità e meno tannico, ma anche il più riottoso e difficile da allevare vista la sua tendenza all’aborto floreale.

Puntando sulla qualità delle uve, vendemmiate rigorosamente a mano da maestranze specializzate provenienti dalla Franciacorta (altra zona che di vini spumanti qualcosa ne sa…) e dalla cui spremitura si utilizza solo il mosto fiore, nascono tre diverse tipologie di Lambrusco di Sorbara: il Rimosso, forse il più verace e vicino all’immagine tradizionale del Lambrusco, quello da accompagnare ai salumi e ai bolliti della tradizione culinaria modenese; il Lambrusco Brut dall’inconfondibile colore rosso corallo brillante del Sorbara, con i tipici profumi di ciliegia, ingentilito da bollicine estremamente delicate al palato e poi l’innovazione del Lambrusco Rosé, dove l’uva, vinificata in bianco, sosta solo qualche ora a contatto con le bucce. Se ne ottiene un vino dal delicato color buccia di cipolla, animato da un perlage finissimo e persistente, con delicati profumi di rosa, pesca bianca, nocciola. Un vino spumante che, alla cieca,  sfido chiunque a pensare che sia fatto con uve Lambrusco.

A distanza di un anno sono voluta andare a trovarli a Bomporto dove ho toccato con  mano l’abnegazione, lo studio, la passione che animano Christian e il suo team e riassaggiando con lui i suoi vini  ho scoperto l’altra metà del cielo del Sorbara.

Cantine della Volta

Cantine della Volta

 

 

 

Condividi.

L'autore

Promowine News Rivista on line di Riccardo Chiarini Il vino, il cibo, gli eventi e altro ancora...

Questo sito utilizza i cookie affinchè l'utente abbia una migliore esperienza nell'utilizzo. Se continui a navigare nel sito stai dando il tuo consenso all'accettazione dei cookie e della nostra policy sui cookie.     ACCETTA