I vini di Luca D’Attoma raccontati da Barbara Bonaccini

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Le delizie di Leonardo – I vini di Luca D’Attoma
Una grande degustazione raccontata da Barbara Bonaccini

Per niente facile raccontare uno come Luca D’Attoma, toscanaccio senza peli sulla lingua, con il pallino dell’enologia fin da sempre…eppur nato in Mugello zona più da castagne che da vigne; enologo girovago, fin da subito sostenitore del biologico e anche del biodinamico, tale è la sua azienda a Riparbella, segue aziende sparse in diverse regioni d’Italia. E più che raccontarsi con le parole, Luca ha preferito raccontare sé e il suo modo d’intrepretare i territori e i vitigni attraverso i vini proposti nella degustazione: diversi per caratteristiche e zone, ma tutti certamente accomunati da una precisa, nitida pulizia dei profumi e grande grande bevibilità.
Sotto il racconto del nostro viaggio vinoso guidati da Luca D’Attoma:
Rosset, Chambave Muscat 2017
Da vigne di alta quota (600 mt) un vino giallo paglierino scarico dal profumo inconfondibile di litchi, rosa ed erbe aromatiche. Un’aromaticità delicata e sottile che si ritrova al sorso, carezzevole e felpato quando il vino entra e si allarga nel cavo orale, per poi allungarsi di scatto verso un finale assolutamente fresco e salino. Niente di meglio per cominciare le danze…e dire oplà avanti il prossimo.

Rosset Chambave Muscat 2017

Rosset Chambave Muscat 2017

Fattoria San Valentino, Vivi Rebola Bio 2017
Leggi Rimini, pensi mare, ombrelloni, piadina romagnola e…eh già ma con la piada cosa ci beviamo? Niente paura se da una parte c’è il mare, nell’entroterra basso collinare di Rimini, dietro COVIGNANO (che guarda caso significa proprio… “colle delle vigne”) si fa pure vino anche se pochi lo sanno. E si fa un vino bianco da Grechetto gentile che in zona era comunemente detto Ribolla, il che poteva scatenare l’ira funesta dei produttori del vitigno friulano omonimo, oggi ribattezzato Rebola. Un nome simpatico per un vino simpatico e curioso, dal colore paglierino caldo e dagli intensi profumi di frutta gialla (mela golden, susina claudia), uniti ad un bouquet di erbe aromatiche che emerge sempre più netto via via che il vino si scalda nel bicchiere. Di buona struttura, caldo al primo impatto, questa Rebola sfodera improvvisamente in bocca grinta e freschezza, mostrando un lato gourmand veramente niente male.

Fattoria Castelvecchio, Numero Otto 2016
Profeta in patria, D’Attoma torna con questo vino in Toscana, nei pressi di San Casciano per cimentarsi con una vigna di 47 anni tuta coltivata a Canaiolo. Uva semplice (per le caratteristiche intrinseche) e complicata al tempo stesso (per la coltivazione), gregario fedele del Sangiovese, da qualche tempo ha attirato su di sé le attenzioni e la curiosità dei produttori. Forse per la spiccata acidità e delicatezza del tannino che lo rendono un vino immediato, dinamico, un rosso da bersi bene anche d’estate servito un po’ più fresco. E così in effetti si presenta questo Numero Otto, con il suo bagaglio aromatico di viola a mammola e frutti neri croccanti: sorso fresco, essenziale, pulito ed estremamente beverino.

Castelvecchio Numero 8

Castelvecchio Numero 8

 

Duemani, Cifra 2017
L’azienda figlia di D’Attoma, creata da lui e dalla moglie Elena in quel di Riparbella provincia pisana dell’entroterra livornese dove il verde della macchia mediterranea contrasta con l’azzurro del cielo. In questo paradiso nel 2001 nasce Duemani, azienda fin da subito biodinamica e anche centro di sperimentazione e fucina di idee per D’Attoma e il suo team di fidati collaboratori. Dalle parcelle più giovani o che per esposizione devono essere vendemmiate più precocemente nasce il Cifra: qui il Cabernet svela la sua immagine migliore, quello che di buono quest’uva sa esprimere se trova le condizioni microclimatiche più adatte. In primo piano nei profumi la componente fruttata (marasca, mirtilli e ribes nero), supportata da sentori balsamici e di erbe aromatiche che richiamano la macchia mediterranea. Perfetta rispondenza naso bocca: al gusto è fruttoso, succoso, appagante senza alcuna pesantezza e muscolosità. Un vino veramente gustoso e da godere a tavola.

Duemani CIFRA

Duemani CIFRA

Terra Costantino, Deaetna 2016
Azienda giovane e piccolina della “Muntagna”, vigneti quarantenni di terra sabbiosa di origine vulcanica, nera e finissima “così fine che entra nei pori della pelle”. Blend di Nerello Capuccio e Nerello Mascalese, un vino dal colore rubino tenue, translucido, dal profumo soave e delicato di ciliegia e fiori rossi, ravvivato da pennellate sempre più intense di macchia mediterranea e pietra focaia. Sottile al palato, teso, incalzante con la sua esuberante freschezza. Da attendere con fiducia.

Terra Costantino DEAETNA 2016

Terra Costantino DEAETNA 2016

Fattoria La Valentina, Spelt 2016
“Il Montepulciano ti dà una mano” la battuta di presentazione di un vitigno noto più che altro per la sua inclinazione alla quantità, ma che se lavorato come Dio comanda è capace di strizzare più di un occhio alla qualità. Come dimostra questo Spelt, il cui nome richiama Spoltore, luogo natio e fra i più vocati del Teramano per la coltivazione del Montepulciano. Interpretazione assolutamente classico a del vitigno principe d’Abruzzo con affinamento in botti di rovere di varie dimensioni per una produzione di circa 60.000 bottiglie. Il vino chiave dell’azienda si presenta vestito di un manto rubino intenso ed impenetrabile, impreziosito da un intrigante bouquet di frutti neri, anice stellato, tabacco e caffè. Entra pieno, appagante, vibra e tocca le corde del palato, senza soverchia e tracotanza. Godurioso già nel bicchiere, ancor più esaltante in abbinamento più tardi con il peposo della cena.

Fattoria La Valentina SPELT 2016

Fattoria La Valentina SPELT 2016

 Tolaini, Gran Selezione Chianti Classico 2016 in anteprima
La Gran Selezione dell’azienda di Castellina si presenta in anteprima con un campione da botte dove il Sangiovese gioca ancora tutto sulle ruvidezze ed esuberanze giovanili. Profumi e tannini hanno da affinarsi ed ingentilirsi ma il campione, dietro i modi ruvidi, mostra una certa piacevole inclinazione all’eleganza più che alla forza ed anche una gran bella dose di bevibilità. Da tenere d’occhio e riassaggiare magari fra un annetto.

Tolaini Chianti Classico Gran Selezione 2016

Tolaini Chianti Classico Gran Selezione 2016

Duemani, Suisassi 2016 da Magnum
Il figlio prediletto di D’Attoma, un Syrah in purezza che nasce su terreni molto particolari chiamati argille sodiche che hanno la capacità d’incrementare i profumi del vino. E che profumi questo Syrah, per quanto ancora riottoso e timido a svelare le sue potenzialità. Rosso rubino intenso, impenetrabile, al naso, un concentrato di frutti neri maturi (mirtillo e mora), incalzati da speziature di pepe nero e macis e da un soffio di erbe aromatiche e macchia mediterranea. Il sorso è pieno, vigoroso, il vino entra di prepotenza e si allarga in bocca, ricco di pienezza gustativa. Finale speziato e balsamico.

Duemani Suisassi 2016

Duemani Suisassi 2016

 

Citazione d’obbligo per un vino assaggiato ai banchi di degustazione durante la cena, il Sopraquota, Petit Arvine in purezza da vigne a 900 mt d’altezza, che superano il limite di 700 mt fissato per la Doc Val d’Aosta. Un vino che fin dal profumi richiama montagna, roccia viva e pietra bagnata, agrumi ed erbe di montagna, ma che ti conquista soprattutto con il suo sorso fresco, cristallino ed un gusto lungo e sapido che scende e invoglia a riberne un bicchiere.

 

le Delizie di Leonardo con Luca D'Attoma a Villa Olmi

le Delizie di Leonardo con Luca D’Attoma a Villa Olmi

 

 

 

 

 

 

 

 

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