E ora i politici sono esperti gourmet e decidono i nostri gusti!!!

0

Basta con queste pruderie protezioniste del cibo italiano.

Fin che era un problema di sindaci leghisti la cosa mi riguardava abbstanza poco e la consideravo una cosa deprecabile e bizzarra.

Ma ora comincia a coinvolgere anche molti amministraztori di sinistra,  meglio dire cattocomunisti che a quanto pare non sono nemmeno in linea con se stessi in quanto da una parte sono (giustamente) per l’apertura e l’integrazione tra i popoli e quando però si devono integrare non li vogliono far mangiare!!!

Guardiamo Firenze, vi sembra un bel mangiare il cibo che viene offerto in  numerosi locali in centro? montagne di cibo buttate li , panini inguardabili, montagne di gelato inverosimili, un offerta sinceramente poco attraente eppure prodotto nostrale, italiano!!!

Mi sembra veramente una gran scemenza tutta questa campagna contro il cibo etnico   e via dicendo senza fare i conti con quello che veramente offre (poco)  il centro.

L’amministrazione a suo tempo fece anche ostruzionismo all’insediamento di Mc Donald vicino al Duomo ma non sarebbe stato molto peggio di quello che c’è, la differenza solo un po di omologazione alle altre città.

E comunque tutte le varie amministrazioni che si sono susseguite non sono state in grado di tutelare un negozio storico importante e non sono state capaci di arginare l’insediamento di una montagna di esercizi pubblici che somministrano in centro a Firenze del mediocre  cibo italiano.

Io personalmente sono per la libera impresa e non sopporto le imposizioni culturali calate dall’alto per cui vedere che la politica decida cosa devo mangiare o cosa vendere  mi fa venire le bolle.

E poi è il mercato fatto dai consumatori che decide le sorti di un impresa e di una proposta gastronomica, abbiamo assistivo a vari mutamenti in città, qualche anno fa i ristoranti cinesi erano tantissimi ora sono spariti senza che la politica si sia scomodata.

La cosa fondamentale non è quale cibo viene proposto ma la sua qualità e il l rispetto delle norme igienico sanitarie che fortunatamente sono molto severe nel nostro paese.

Posso concedere che su alcune strade particolarmente importanti ci siano dei limiti….ma sinceramente non penso che dati gli affitti che nessuno è riuscito a calmierare un kebab possa aprire in via Tornabuoni. (e sei poi arriva un gran bel ristorante etnico sia il benvenuto….la sera il centro mi sembra veramente morto e privo di vita.)

Iil politico faccia il politico e non si improvvisi gastronomo o censore delle culture altrui (specialmente se si presenta come democratico e progressista) e pensi a far rispettare le norme esistenti e tutti mangeremo quello che ci pare contenti, felici e sani.

P.S. L’articolo di Carlo Petrini  del 20 ottobre  su Repubblica è condivisibile quasi al 100%

Condividi.

L'autore

Promowine News Rivista on line di Riccardo Chiarini Il vino, il cibo, gli eventi e altro ancora...

Questo sito utilizza i cookie affinchè l'utente abbia una migliore esperienza nell'utilizzo. Se continui a navigare nel sito stai dando il tuo consenso all'accettazione dei cookie e della nostra policy sui cookie.     ACCETTA