Non chiamatemi raviolo, sono maremmano DOP !!!

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“Ristorante Macchiascandona Albergo” è la grande scritta sulla facciata rosata di una palazzina nel bel mezzo della campagna maremmana sulla strada provinciale a nove kilometri da Castiglione della Pescaia.

Un paesaggio serale con la luna rossa in estate, il canto dei grilli, una brezza che profuma di fieno e di mare insieme.

Ristorante Macchiascandona

Ristorante Macchiascandona

Un tempo frequentata quasi esclusivamente da camionisti e cacciatori, il ristorante oggi gode del primato del tortello maremmano migliore della zona, con un pubblico che spazia dal VIP al turista di passaggio. Al timone della cucina a vista c’è Milena: 83 anni di cui 60 passati a spianare la sfoglia, una sorta, nel mio immaginario, di striscia lunga kilometri a creare un “red carpet” di pasta su tutto il pianeta.

Maremmano tradizionale

Maremmano tradizionale

Milena è capace ancora di fare 684 tortelli al giorno (ed ogni giorno dice: “si, ma ora basta, vado in pensione”), di seguire i suoi bellissimi fiori ed il suo orto, assoluto protagonista nella sua cucina. Milena è un portento di entusiasmo costante a pranzo e a cena, mentre in sala la figlia e la nipote non peccano mai per gentilezza e professionalità, malgrado i tempi delle mezze maschere. Un connubio perfetto, tutto al femminile in cui gli uomini (pochi) sussidiano la sala solo durante la stagione estiva. Nei miei quarant’anni di frequentazione, poco è cambiato: qualche accorgimento in più negli arredi, i piatti di una ceramica bianca più rifinita, i calici per il vino.

Milena di Macchiascandona

Milena di Macchiascandona

Nessun orpello, nessun designer, una pulizia maniacale, un fiore sempre fresco del giardino di Milena al centro tavola ed il menù inossidabile con l’ever green di Macchiascandona: il tortello ricotta e spinaci, un dogma della cucina maremmana, dal ripieno così ripieno che è contenuto a malapena dalla sottile sfoglia. Ai lati del grande quadrato, la chiusura con la forchetta dove la pasta è più consistente e pertanto ne è più percepibile il sapore delle uova fresche. Il condimento è variabile: ragù di carne, di cinghiale o burro e salvia. Sono cinque i tortelli a porzione, una quantità che sfamerebbe anche il migliore degli avventori, ma se di posto ne rimane ancora, sono da provare il coniglio in bianco ed i fiori fritti. Per i ghiotti di dolci? Un carrello ricco di torte “home made” nel quale non possono mancare quella di ricotta e quella al cioccolato.

Ristorante Macchiascanona interno

Ristorante Macchiascanona interno

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