Metti una sera a cena all’Osteria La Gramola

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Sono finalmente andato a trovare gli amici Cecilia Dei e Massimo Marzi titolari dell’Osteria La Gramola a Tavarnelle, in una serata da lupi dove avrò incontrato due e tre auto lungo la strada.  Entrando a La Gramola ho avuto la  piacevole sorpresa che noi non eravamo i soli a cercare rifugio in questo locale che proprio  non è ( per noi pigri) nel  centro di Firenze. Un posticino che te lo ricordi da primavera in poi quando l’uscita fuori porta si fa più’ impellente.


Un ingresso ampio con un bel bancone con qualche tavolo e bottiglie in bella vista, spazio adatto per un buon bicchiere e qualche stuzzichino per aperitivo. Si entra di seguito nella sala vera e propria, grande il giusto, colori tenui a prevalenza pastello, luce equilibrata, apparecchiatura tradizionale con  tavoli e sedie da trattoria che conferiscono calore all’ambiente. Si decide per una cena non particolarmente impegnativa, anche se la mia gola si sarebbe orientata verso piatti e sapori sicuramente più strutturati e complessi….ma tra qualche mese c’è la prova costume e attualmente non sono preparatissimo. Ci lasciamo guidare dai nostri amici e assaggiamo un antipasto composto da crostini di fegato, buoni e classici, coccoli e prosciutto,  i coccoli soffici e fritti a puntinoe un assaggio di salame il tutto accompagnato da una imprevista insalatina di puntarelle, fresca e insolita in Toscana.

Si assaggiano due  primi, un tortello rosso a forma di cuore, il giorno dopo è San Valentino, con un ragù leggero e saporito, e degli gnocchi soffiati al forno legati con una besciamellina e scaglie di tertufo, molto originali e calibrati.

Per secondo una tagliata all’aceto balsamico, piatto semplice e ben eseguito con contorno di vere patatine fritte, tagliate a mano e fritte nella padellina come a casa.

Per finire assaggi dei dolci, tutti fatti da loro, sia i cantuccini sia il  panpepato. Massimo si diletta anche come produttore di vino e ci prova anjhe con il vin Santo. Be..quello che abbiamo assaggiato era molto buono…un vino dolce da uve molto mature…a prova di alcol test perché pochissimo alcolico. Loro ci tengono ai clienti che devono affrontare la strada per tornare a casa!!!

E’ stata una piacevole serata anche perché Cecilia e Massimo amano il loro lavoro e gli piace parlarne, amano cotture attente e alleggerite più contemporanee ma senza rinunciare al sapore. Sono rimasto con la voglia di assaggiare i piatti forti ossatura del menù, quelli della tradizione, tipo il peposo “original version” o il sugo con la papera e tante altre golosità.  Mi rivedranno tra poco.  Per bere a disposizione una bella cantina con tanti toscani di qualità, propongono anche una birra artigianale della zona la Math. Si spendono mediamente 25/30 euro.
 
testo e foto R.C.

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