Oh mio bio!!!!

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Bio, bio, bio e’ una parola che ormai ci viene bombardata quotidianamente da ogni mezzo mediatico in particolare modo in un contesto di comunicazione alimentare.

È anche nel mondo enologico e’ ormai un termine usato e abusato. Una volta era tutto bio cioè naturale, i nostri contadini non usavano sostanze chimiche per far crescere le proprie coltivazioni, poi con la necessità di quantità, qualità standardizzazione, difesa da rovinose malattie, la chimica e’ diventata un complemento essenziale in agricoltura.

Nella produzione vinicola e’ accaduto lo stesso, l’uso di sostanze chimiche per la difesa della produzione dell’uva, per la stabilizzazione del vino, per correggere odori e sapori e’ divenuta prassi e metodo. 

Negli anni settanta, abbiamo avuto un’escalation negativa, addirittura sfociata in alcuni casi di vera e propria adulterazione è ancora vivo nei ricordi  il famoso caso dei  bottiglioni  al metanolo che  furono causa anche di alcune tragedie. E’ da considerarsi uno dei momenti più drammatici e avvilenti per l’enologia italiana, sono seguiti anche altri episodi di adulterazione ma no criminosi come quelli citati ma comunque estremamente negativi per l’immagine di alcuni nostre tipologie nel mondo. Tutt’ora non metterei la mano sul fuoco sulla qualità di tanti prodotti anche di un certo nome.

Fortunatamente però il buon senso e la voglia di qualità è prevalsa  e gran parte del vino che si beve è di buona qualità tutto questo  grazie con all’operosita e il genio dei nostri vignerons. Attualmente l’immagine e la qualità del vino italiano (con grande fatica) e’ tornata ai vertici mondiali.

Da qualche anno facciamo i conti con una numerosa e agguerrita pattuglia di viticoltori particolarmente sensibili alla qualità e alla naturalità. Inizialmente se ne parlava nell’ambiente come se fossero una sorta di carboneria del vino. All’inizio erano prodotti particolari con sapori e odori non consueti che  convincevano poche persone precursori  delle mode e del mercato. Poi questa new wave enologica  naturale è esplosa fino ad essere per forza riconosciuta anche da chi rappresenta il mercato ufficiale come il Vinitaly, difatti nella scorsa edizione il saloncino rservato a questa categoria di viticoltori  e stato in assoluto la novità e forse il più visitato dagli operartori. 

Si badi bene,adesso, non si tratta del cosiddetto ” vinello del contadino” spesso acqua colorata inconsistente o vino imperfetto carico di difetti organolettici ma di veri e propri vini di grande qualità realizzati con attenzione da professionisti appassionati, alcuni  di loro sono da considerarsi anche molto “estremi” sia nel prodotto che propongono sia pure nel proprio stile di vita, fuori dai “giri commerciali” ordinari e fuori anche delle logiche di comunicazione tradizionali veri e propri “militanti” o “eremiti” dell’agricoltura.

Per quanto riguarda il vino biologico si intendono i vini prodotti con uve di coltivazione biologica cioè viti che non hanno subito trattamenti chimici . L’agricoltura biologica si basa su procedimenti di coltivazione naturale riferendosi all’ecosistema agricolo e sfruttare la naturale fertilità del suolo senza far uso di nessun prodotto chimico e tale filosofia e pratica dovrebbe essere seguita anche per la vinificazione.

Per quanto riguarda la biodinamica la questione si fa più complessa e non bastano poche righe per fare chiarezza sull’argomento.  Si considerano biodinamici i vini realizzati da uve provenienti da coltivazioni biodinamiche. L’agricoltura biodinamica è un metodo basato sulla visione spirituale ed esoterica del mondo elaborata dal filosofo Rudolf  Steiner. Questa metodo   considera  che la fertilità del terreno deve essere ottenuta con mezzi naturali. in particolare i fertilizzanti che devono essere naturali  per cui il “concime” deve essere autoprodotto con sostanze da cortile  ma non solo, la biodinamica va oltre l’agricoltura biologica” con pratiche di rispetto per l’ecosistema ,per l’osservanza di varie regole cosmiche e le fasi lunari .

Ma la materia è realmente molto complessa e tra le due “fazioni “ i produttori biologici da una parte e i produttori biodinamici dall’altra non mancano accese discussioni e forti polemiche.  Anche solamente nell’ambito dei produttori biodinamici esistono divergenze e regolamenti discutibili. Per cui per assurdo non è detto che un vino biologico o biodinamico sia veramente naturale dato  che comunque viene permesso l’utilizzo di qualche sostanza non propriamente naturale. Dovrebbe essere obbligatorio trascrivere in etichetta tutti i prodotti usati nella vinificazione.

 In buona sostanza,  a noi consumatori finali, dopo che ci siamo accertati che un vino provenga da coltivazione di uva biologica o biodinamica e che sia realizzato a modino da un produttore di cui ci fidiamo, lasciamoci andare alle sensazioni  del nostro gusto e alla nostra curiosità bevendo con piacere senza star troppo a pensare alla tecnica. 

La nostra regione è ricca di aziende bio/logiche/dinamiche, anche grandi e storici marchi si sono convertiti, qua di seguito suggerisco qualche idea. 

Podere Casaccia di Roberto Moretti biodinamico con le vigne sopra Scandicci, http://www.agricolamoretti.it

Terre a Mano Fattoria di Bacchereto un Carmignano mitico, 

http://www.renaissance-italia.it

Fattoria di Caspri di Montevarchi grandi IGT dalla forte personalità

 http://www.fattoriadicaspri.com/it

Montemaggio Chianti Classico di Radda in Chianti, 

http://www.montemaggio.com

Villa Patrizia biologica di Roccalbegna producono Morellino di Scansano, 

http://www.villa-patrizia.com

Badia a Coltibuono azienda carica di storia di Gaiole in Chianti, Chianti Classico, Classico Riserva 

http://www.coltibuono.com

Fattoria di Lavacchio Uno straordinario Chianti Rufina  biologico

http://www.fattorialavacchio.com

Luteraia di Montepulciano un grande Nobile che si ma chiama solo Luteraia

 http://www.luteraia.com/

Tenuta la Novella un Chianti Classico per metà  francese a san Polo

Home

Ottomani Novità all’Impruneta

http://www.ottomanivino.com

Podere Trinci Carmina Arvalia 2009 da Bolgheri un giovane vino premiato

http://www.carminarvalia.it

La Castellaccia la vernaccia si fa Bio!!!

http://www.lacastellaccia.it


 


Riccardo Chiarini

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L'autore

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