Leonardo Romanelli e il pic nic con i rosè di Toscana

0

Le delizie di Leonardo a Villa Olmi di Firenze
Giovedì 28 giugno Pic Nic con i rosè di Toscana nel giardino di Villa Olmi.
Degustazione guidata, banchi d’assaggio con i produttori e buffet sull’erba.

Fino a non molto tempo fa i vini rosati non godevano di buona fama. Erano per lo più vini senz’anima, senza cioè una precisa identità. I denigratori più accesi li definivano, piuttosto pesantemente, “sciacquature di botti”, alimentando vecchie e false dicerìe che classificavano questi vini o come rossi annacquati o come miscele di bianchi e di rossi. Niente di meno vero, ovviamente, anche perché la miscelazione di vini bianchi e vini rossi è una pratica vietata per legge. Oggi, complice un complessivo miglioramento del livello qualitativo dei vini e una tendenza alla diversificazione dei prodotti, i rosati stanno vivendo una nuova stagione che fa sì che se ne trovino anche di buoni o di ottimi nelle carte dei vini dei ristoranti, nelle enoteche e al supermercato. I vini rosati sono prodotti per lo più con uve a bacca rossa, mediante un procedimento che inizia allo stesso modo dei vini rossi e prosegue come per i vini bianchi. Partendo da uve rosse, che subiscono pigiatura soffice, si ottiene il mosto: questo non viene separato dalle bucce, che cominciano la macerazione. Il colore rosato, così come il colore dei vini rossi, è ottenuto dalla macerazione delle bucce nel mosto. Al termine della macerazione, il mosto viene separato dalle bucce e quindi il processo di produzione continua esattamente come per i vini bianchi. Un’altra tecnica che viene usata per produrre il vino rosato è il salasso; consiste nel prelevare una certa quantità di mosto dalla vasca di macerazione nella quale si sta preparando un vino rosso. La parte di mosto prelevato viene vinificata in bianco e quindi si otterrà un vino rosato. La parte rimanente del mosto continua la sua macerazione e sarà utilizzata per la produzione di vino rosso. Generalmente i vini rosati sono fermentati in contenitori di acciaio o cemento, più raramente in botti o barrique. Al termine della fermentazione, vengono stabilizzati, filtrati e quindi imbottigliati. Non sono adatti per l’affinamento in bottiglia; con il tempo, inoltre, tendono a perdere anche la freschezza aromatica e gustativa, oltre ai loro aromi di frutta e fiori: pertanto sono vini che vanno consumati prima possibile, preferibilmente entro due anni dalla vendemmia.

Il vino rosato è di facile abbinamento con molti tipi di pietanze e può mettere d’accordo i gusti sia di chi predilige il vino rosso che di chi ama quello bianco. Si presta soprattutto ad essere consumato nei mesi più caldi, perché può essere servito freddo proprio come i bianchi, di cui possiede la particolare acidità, ma può avere anche caratteristiche organolettiche tipiche di alcuni rossi più strutturati. Può accompagnare quindi antipasti leggeri, primi, secondi a base di pesce o di carni bianche, piatti di verdure e insalate. Ottimo come aperitivo. I migliori rosati? Difficile, come sempre, stilare classifiche: si rischia sempre si essere parziali e di fare torto a qualcuno. Possiamo dire che una certa consolidata cultura del vino rosato c’è da sempre in Abruzzo, con il Cerasuolo da uve di montepulciano; o in Salento, con rosati da uve di primitivo o negramaro. Ma anche in altre regioni si producono rosati di buon livello, basti pensare a quelli di Toscana da uve di sangiovese.

Leggermente diverso il discorso per gli spumanti rosè. Per questi vini la vinificazione può essere di tipo tradizionale, come cioè quella che abbiamo descritto per i rosati, o per mescola, un metodo veloce, in questo caso consentito, che mette insieme

due tipi di vino, bianco e rosso. Il metodo tradizionale è quello più apprezzato dagli appassionati e dagli addetti ai lavori e prevede, nei casi di eccellenza, l’assemblaggio di uve a bacca nera, ad esempio il pinot nero, con uve bianche, come lo chardonnay.

Programma della serata
11 rosè da scoprire con i produttori in una degustazione guidata, poi i banchi d’assaggio con tutta  la gamma aziendale e il buffet nel bellissimo giardino di Villa Olmi.

ore 19.25 registrazione – ore 19.45 inizio degustazione guidata. Posti limitati (100). Prenotazione obbligatoria, 30 euro degustazione guidata e cena a seguire.
dalle 20.45 cena Gran Buffet a cura dello Chef di Villa Olmi e assaggio vini ai banchi con i produttori. 25 euro
Leonardo Romanelli è presente per tutta la durata dell’evento.
pagina FB: Le delizie di Leonardo – tutte le info: www.ledeliziedileonardo.wordpress.com
Leonardo Romanelli è presente per tutta la durata dell’evento, organizzato in collaborazione con Fisar Firenze, Firenze Spettacolo, Promowine
pagina FB: Le delizie di Leonardo – tutte le info: www.ledeliziedileonardo.wordpress.com
Info e prenotazioni Villa Olmi Resort – Via del Crocifisso del Lume, 18, 50126 Firenze – 055637710 – frontdesk.villaolmi@toflorence.it

Picnic con i rosè Romanelli

Picnic con i rosè Romanelli

Condividi.

L'autore

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi.