Quarantatreesimo Premio Nonino

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Premio Nonino eccoci al quarantatreesimo anno
NATO PER LA VALORIZZAZIONE DELLA CIVILTA’  CONTADINA

La Famiglia Nonino produce grappa dal 1897 a Percoto di Udine, nel 1973 creano il Monovitigno Nonino e lo presentano al mondo. Nel 1975 istituiscono il Premio Risit D’Autor, alcuni dei  personaggi premiati nel corso delle edizioni sono poi diventati Premi Nobel nel loro settore.

La Giuria del Premio Nonino numero 43 del 2018, presieduta da V.S. Naipaul, premio nobel per la Letteratura 2001, e composta da Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Antonio R. Damasio, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea, Edgar Morin ed Ermanno Olmi
ha così assegnato i Premi Nonino Quarantatreesimo Anno:

PREMIO NONINO RISIT D’AUR BARBATELLA D’ORO 2018 a P(OUR)
PREMIO INTERNAZIONALE NONINO 2018 (La nave di Teseo) a ISMAIL KADARE
PREMIO NONINO 2018 A ‘UN MAESTRO DEL NOSTRO TEMPO’ (Bollati Boringhieri, Einaudi, neri Pozza, nottetempo, Quodlibet) a GIORGIO AGAMBEN

La consegna dei premi avverrà presso le Distillerie Nonino a Ronchi di Percoto, sabato 27 Gennaio 2018
Anche quest’anno sarà possibile seguire in diretta la cerimonia di assegnazione dei premi attraverso il live streaming dal sito premio.grappanonino.it dalle ore 12.15.
MOTIVAZIONI:

Premio Nonino Risit d’Aur – Barbatella d’Oro 2018 a P(our)
Nel nome, unione delle parole OUR e PURE, cioè nostro e puro, si sottolinea la missione del gruppo, che ricerca la “purezza” del prodotto, non contaminato, e del “nostro” inteso come passato condiviso in ogni angolo della terra. tre sono i paradigmi imprescindibili di P(our): conoscenza, sostenibilità e crescita. alex Kratena, ryan Chetiyawardana, Jim meehan, simone Caporale, monica Berg, Joerg meyer e Xavier Padovani sono i sette giovani bartender che si sono lanciati nella non facile impresa di rilanciare i valori fondanti di ogni società, gli stessi alla base del Premio nonino. il loro progetto più signi cativo è PourProject Progetto amazzonia, ideato per salvare l’ajè negro, una salsa fermentata di manioca amara, frutto di una cultura millenaria preparata dalle tribù indigene della Foresta  uviale amazzonica. Esploratori del passato, immersi nel presente e proiettati nel futuro, ogni anno, organizzano il Symposium, un incontro internazionale per affrontare e approfondire temi fondamentali della società, come la questione del Gender, anche nel settore della bartender community.
Consegna il premio Ermanno Olmi Premio Internazionale Nonino 2018

P(OUR)

P(OUR)

Premio Internazionale Nonino 2018 a ISMAIL KADARE
Poeta, romanziere, autore di saggi e sceneggiatore nato in albania. aedo innamorato e critico del suo popolo, tra realtà storiche e leggende, che rievocano grandezze e tragedie del passato balcanico e ottomano, ha creato grandi narrazioni. Esule a Parigi dal tempo della dittatura “per non offrire i suoi servigi alla tirannide”, ha ri utato il silenzio, che è la metà del male, immergendo spesso il suo raccontare in mondi immaginari, divenendo testimone degli orrori perpetrati dal totalitarismo e dai suoi inquisitori. Ha fatto della tolleranza religiosa uno dei cardini della sua opera.
Consegna il premio Claudio Magris

Premio Nonino 2018 a ‘un Maestro del nostro tempo’ a GIORGIO AGAMBEN
Le sue indagini, sempre in cerca delle fonti, spaziano dal linguaggio alla meta sica e dall’estetica all’etica. Giorgio agamben si de nisce un epigono, considerate le sue intense esperienze con il  orire del libero pensiero; costruisce sull’esempio di michel Foucault, delle sue idee e intuizioni, una biopolitica e crea il concetto dell’Homo Sacer, un essere umano la cui vita è sacra, il che signi ca che può essere ucciso ma non sacri cato; traccia un’evoluzione, da un uomo antico che “poteva” a un uomo moderno che “vuole”, e si pone al di sopra sia delle leggi umane sia di quelle divine, aprendo la strada a un’età di olocausti. Per rendersi visibili, le società devono lottare fra due opposti principi: quello dei diritti legali e quello dell’anomia. agamben spesso traduce la sua  loso a in pura poesia immersa nella natura; ascoltate la sua mirabile descrizione tratta dal suo ultimo libro, Autoritratto nello studio: “L’erba è Dio. nell’erba – in Dio – sono tutti coloro che ho amato. Per l’erba e nell’erba e come l’erba ho vissuto e vivrò”.
Consegna il premio Antonio R. Damasio

P(our)
Premio Nonino Risit d’Aur Barbatella d’Oro 2018
P(our) è un progetto bene co internazionale fondato nel 2016 da alex Kratena, ryan Chetiyawardana, Jim me- ehan, simone Caporale, monica Berg, Joerg meyer e Xavier Padovani, che si pone l’obiettivo di creare una comuni- tà globale di bartender, baristi, sommelier, birrai, distillatori e produttori di vino che possa stimolare e reinventare il mondo del beverage, attraverso nuove idee, conoscenze, ispirazioni, esperienze, valori.
P(our) = our + PurE. our community, our industry, our responsibility, Pure honest, Pure reliable, Pure un- corrupted. sostenibilità, crescita, conoscenza sono elementi intrinsechi dell’identità stessa di P(our). Ed è proprio su questi valori e su queste certezze che è stato avviato #PourProject Progetto amazzonia, piano per la costruzione di una struttura ambientale ed ecosostenibile nella foresta pluviale in amazzonia, in collaborazione con la Facoltà di architettura dell’università di Lima, per produrre ajè negro, una salsa fermentata fatta di manioca amara, che da più di un millennio viene preparata artigianalmente dalle tribù indigene della Foresta amazzonica. oggi, in base agli attuali con ni geogra ci, viene prodotta in Perù e in Venezuela solo dalle comunità appartenenti alla tribù indigena “Bora”. una Foresta come quella amazzonica, parlando dal punto di vista botanico, non ha con ni che possano differenziare la materia prima da un’area a un’altra. Le comunità Bora sono le vittime  n dalla tratta degli schiavi del primo novecento, a causa dell’industria del caucciù che ha letteralmente utilizzato i Bora come schiavi, portandoli via dalle loro terre d’origine nell’attuale Venezuela, e costringendoli a stabilirsi e a lavorare nella Foresta peruviana. Con il progetto della salsa aji negro, P(our) intende garantire alla comunità Bora che vive nel villaggio di Pucuarquillo (regione peruviana di Loreto) un sostegno economico che le permetta di vivere meglio. La vendita e il commercio di questa salsa nelle città daranno un grande sostegno alle quarantaquattro famiglie di questo villag- gio. L’intero progetto è  nanziato da P(our) e coordinato da “Despensa amazonica”, un’organizzazione Bene ca locale degna di  ducia, che non solo seguirà le varie fasi del progetto, ma organizzerà anche corsi di formazione “commerciale” per gli abitanti del villaggio per porre  ne all’abuso derivante dalla mancanza di conoscenza che ha portato allo sfruttamento di queste comunità negli ultimi due secoli. La salsa verrà imbottigliata ed etichettata a Lima per evitare l’utilizzo di plastiche e possibili imballaggi a perdere che potrebbero aumentare i ri uti e il livello di inquinamento della Foresta peruviana. al Progetto amazzonia si aggiunge Symposium, l’evento annuale organizzato da P(our) che nell’edizione 2017 ha voluto porre l’attenzione sul tema Gender e sulle problematiche legate all’uguaglianza e alla diversità intesa come valore, anche e soprattutto nel mondo del lavoro, e in particolare in quello del beverage. Gli eventi del convegno vengono condivisi gratuitamente sulla piattaforma di P(our). scopri di più su pourdrink.org

P(our)
IL TEAM
Alex Kratena
Alex è il fondatore di P(our) ed ex Capo Bartemder di artesian, al the Langham, a Londra, dove alex ha diretto il bar a il suo team andando a vincere numerosi premi nel regno unito e a livello internazionale. nel novembre 2015, alex ha lasciato artesian per seguire un nuovo progetto assieme a simone Caporale e monica Berg. alex viaggia in tutto il mondo sviluppando nuovi prodotti, cocktail e strategie di marketing, presenta diverse convention sui cocktail e istruisce bartender in tutto il mondo.

Ryan Chetiyawardana
Ryan Chetiyawardana è un barman pluripremiato, autore e proprietario di White Lyan, il primo cocktail bar al mondo a non presentare prodotti deperibili. il suo secondo ambiente, il “Dandelyan”, è stato lanciato a southbank, Londra all’interno del mondrian Hotel nell’ottobre del 2014, e – come il suo bar gemello – è stato premiato come “miglior nuovo Bar del mondo” agli spirited awards 2015.

Jim Meehan
operatore di bar, educatore e autore di the PDt Cocktail Book, Jim ha lavorato in alcuni dei ristoranti più famosi di new York City, prima di aprire il bar PDt, vincitore del James Beard award nel 2007. meehan oggi lavora come editore bevande per tasting table, come ambasciatore globale dei rum Banks, e come curatore del programma cocktail per i Lounge american Express Centurion negli stati uniti.

Simone Caporale
Bartender di fama internazionale con un caratteristico stile personale, che si è accreditato durante i suoi anni presso artesian al the Langham, a Londra, trasformando il bar nel migliore del mondo, come riconosciuto in World’s 50 Best Bars by Drinks international (i 50 migliori bar del mondo secondo Drinks international).

Monica Berg
Premiata bartender e autrice che si è velocemente fatta un nome sulla scena internazionale dei bar. monica ha ricevuto il consenso unanime della critica per la sua acquavite stagionale ed è stata insignite dal Linie Honorary award nel 2015, un riconoscimento assegnato a persone per il loro ruolo di ambasciatori della cultura norvegese del cibo e del bere.

Joerg Meyer
Joerg meyer è un bartender e imprenditore che gestisce due premiati bar ad amburgo; Le Lion e the Boilerman. Joerg meyer è il creatore dello Gin Basil smash e a parte fare consulenze, viaggia in tutto il mondo come speaker di primo piano per parlare di imprenditoria, gestione bar, cocktail classici e la storia delle bevande.

Xavier Padovani
Xavier Padovani è il fondatore e direttore di orfeus Ltd; un’agenzia di gestione dei marchi (branding) che si concentra sull’utilizzo di metodi di marketing alternativi nel settore on-e-off-trade con una specializzazione nel lancio di nuovi marchi e nel consolidamento di quelli esistenti È anche direttore e partner di Experimental Group, il collettivo globale di cocktail e wine bar, tra cui Experimental Cocktail Club, Compagnie des Vins surnaturels, Experimental Beach ibiza e Joyeux Bordel.

Ismail Kadare
Premio Internazionale Nonino 2018
Nato nel 1936, ad argirocastro, ismail Kadare è il più celebre poeta e romanziere albanese. Dopo un esordio nel campo poetico che gli è valso ampi riconoscimenti, ha acquistato notorietà internazionale con una produzione narrativa in cui, cogliendo le aspirazioni profonde del suo popolo, ha elaborato motivi storici e leggendari del suo paese in figurazioni di ampio respiro. tra i principali romanzi: Gjenerali i ushtrisë së vdekur (1963 Il generale dell’armata morta, 1982), sulla pietosa ricerca delle salme dei caduti italiani; Kronikë në gur (1973 La città di pietra, 1991), su un episodio della guerra partigiana; I Pallati i ëndrrave (1981 Il palazzo dei sogni, 1991), che ripropone l’impero ottomano come simbolo del dominio straniero e del potere che arriva a controllare i sogni dei suoi suddi- ti. Candidato più volte al premio nobel per la letteratura, nel 2005 gli è stato conferito il man Booker international Prize per “un corpus di opere scritte da un autore che ha avuto un impatto realmente globale”. Ha ricevuto nel 2009 il Premio Principe delle asturie e nel 2015 il Jerusalem Prize For the Freedom of the individual in society. Vive a Parigi. La casa editrice La nave di teseo in un accordo con l’agente andrew Wylie ha acquisito i diritti di traduzione sia dell’opera più recente di ismail Kadare, ma anche del suo catalogo con l’impegno di ritradurla a partire dalla lingua originaria dello scrittore, l’albanese. in uscita a fine gennaio il racconto La provocazione.
Laureatosi a tirana e perfezionatosi a mosca, soggiornò in Cina, negli usa e in Francia, dove nel 1990 ottenne l’a- silo politico. Con la caduta del regime, tornò in patria (1992), dividendosi poi tra albania e Francia. Esordì come poeta con una raccolta, Frymëzimet djaloshare (Le ispirazioni giovanili, 1954) ma è come narratore che Kadare ha acquistato larga notorietà internazionale. tra i suoi romanzi ricordiamo Kështjella 1970 (I tamburi della pioggia, 1981) su un’epica difesa dall’aggressore turco; Nëntori i një kryeqyteti (Il novembre di una capitale, 1975), che celebra la liberazione; Muzgu i perëndivetëstepës 1978 (Il crepuscolo degli dei della steppa 1982), Ura me tri harqe 1978 (Il ponte a tre archi, 2002) ambientato nel 1377 nell’albania minacciata dall’invasione dei turchi; Kush e solli Doruntinën? 1980 (Chi ha riportato Doruntina?, 1989) sulla leggenda di un morto che esce dalla tomba per man- tenere la parola data alla madre. negli anni novanta la produzione di Kadare è proseguita copiosa sulla falsariga dell’allegoria storica. In Nga një dhjetor në tjetrin (Da un dicembre all’altro, 1991) Kadare ha raccontato la soffer- ta decisione (1990) di lasciare l’albania. in Piramida 1992 (La piramide, 1995) è invece rievocata la storia della costruzione della piramide di Cheope, icona di un totalitarismo utopistico in nome del quale furono commesse enormi atrocità. nel 1999 ha scritto Tri këngë zie për Kosovën. (Tre canti funebri per il Kosovo, 2003), insieme di racconti che tracciano una linea di continuità tra l’offensiva di slobodan miloševic ́ e l’epica battaglia che, nel 1389, vide contrapposto l’esercito ottomano a una coalizione balcanico-cristiana. tra le più recenti opere Aksidenti 2008 (L’incidente, 2010); E penguara: requiem për Linda B. (L’impedita: requiem per Linda B., 2009) Darka e gabuar 2009 (Un invito a cena di troppo, 2012); Kukulla 2015 (La bambola, edizioni La nave di teseo 2017).

Giorgio Agamben
Premio Nonino a ‘un Maestro del nostro tempo’ 2018
Giorgio agamben (1942) si laurea in giurisprudenza nel 1965 presso l’università di roma con una tesi sul pen- siero politico di simone Weil. nel 1966 e nel 1968, partecipa ai seminari su Eraclito e Hegel tenuti da martin Heidegger a Le thor. nel 1974 si trasferisce a Parigi, insegna come lettore di italiano presso l’università di Haute-Bretagne, studia linguistica e cultura medievale.
Frequenta tra gli altri Pierre Klossowski, Guy Debord, Elsa morante, Pier Paolo Pasolini (ha recitato il ruolo di san Filippo apostolo nel “Vangelo” di Pasolini 1964), italo Calvino e Giorgio Caproni.
nel 1974-75 grazie a Francis Yates inizia una ricerca presso il Warburg Institute a Londra e prepara il suo libro Stanze. La parola e il fantasma nella cultura medievale (Einaudi 1977).
tornato in italia, dal 1978 dirige per Einaudi l’edizione italiana delle Opere complete di Walter Benjamin. Dal 1986 al 1993 è Directeur de programme presso il Collège International de Philosophie a Parigi.
Dal 1988 al 1992 è professore associato di Estetica presso l’università di macerata.
Dal 1993 al 2003 è professore associato di Estetica presso l’università di Verona.
Dal 1994 è regolarmente visiting Professor nelle università americane.
nominato, nel 2003 Distinguished professor presso la new York university, abbandona l’incarico per protesta contro i dispositivi di controllo imposti dal governo americano ai cittadini stranieri (impronte digitali; schedatura). si è dimesso dall’insegnamento di  loso a teoretica nell’ istituto universitario di architettura di Venezia. A partire dagli anni novanta i suoi interessi si rivolgono alla  loso a politica e al concetto di biopolitica. at- traverso una rilettura della Politica aristotelica e del pensiero di michel Foucault, di Hannah arendt e di Carl schmitt, elabora una teoria del rapporto fra diritto e vita e una critica del concetto di sovranità che sviluppa in Il potere sovrano e la nuda vita (Einaudi 1995) primo volume della serie Homo sacer che comprende anche Stato di eccezione (Bollati Boringhieri 2003); Stasis (Bollati Boringhieri); Il sacramento del linguaggio; Il regno e la gloria (Bollati Boringhieri); Opus Dei (Bollati Boringhieri); Quel che resta di Auschwitz (Bollati Boringhieri). tra le altre opere pubblicate con Bollati Boringhieri ricordiamo Il tempo che resta, un commento alla lettera ai Romani 2000; Segnatura rerum 2008 e Karman 2017. tra le opere pubblicate da neri Pozza, per cui dirige la collana “La Quarta prosa”, ricordiamo Il Regno e la Gloria (2005); La potenza del pensiero (2005); Altissima povertà. Regole monastiche e forme di vita (2011), L’uso dei corpi (2014); Che cos’è reale? (2016); Creazione e anarchia. L’opera nell’età della religione capitalista (2017). Ha curato la pubblicazione del libro di Walter Benjamin Baudelaire. Un poeta lirico nell’età del capitalismo avanzato (2012). tra le opere pubblicate per nottetempo Profanazioni (2005); La Chiesa e il regno (2010), Pulcinella ovvero Diver- timento per li ragazzi 2015 nuova edizione 2016; Autroritratto nello studio (2017). Presso Quodlibet ha pubblicato Bartleby. La formula della creazione (1993); L’uomo senza contenuto (1994); Idea della prosa (nuova edizione aumentata, 2002-2013); Gusto (2015).
I suoi libri sono stati tradotti in inglese, spagnolo, tedesco, francese, turco, arabo, portoghese, russo, norvegese, svedese, olandese, sloveno, croato, rumeno, cinese, giapponese e coreano. Nel 2012 è stato insignito della Laurea honoris causa in teologia presso l’università di Friburgo dove ha tenuto la conferenza Mysterium iniquitatis poi pubblicata in volume col titolo Il mistero del male. Benedetto XVI e la  ne dei tempi (Laterza 2013).

La nuova generazione della Famiglia Nonino

La nuova generazione della Famiglia Nonino

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