I vini rosa di Romanelli assaggiati e raccontati da Barbara Bonaccini

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Barbara Bonaccini cronista per Promowine all’evento del 18 luglio a Villa Olmi “Le delizie di Leonardo – Se son rosé fioriranno”.

Tink Phink , il sottotitolo della locandina di questa serata dedicata ai rosati toscani….ma chissà mai quanti di noi siano capaci di pensare in rosa. Il Think Pink mi ha accompagnato da bambina fino all’inizio adolescenza quando lo sgretolarsi dei sogni romantici ha fatto impallidire il rosa sostituendolo con colori, pensieri e fantasie un tantino più dark….e da vita reale. Come dire che il rosa è un colore un po’ posticcio, da fiaba, il colore di qualcosa che non esiste nella realtà: più o meno questa era l’opinione che mi sono portata dopo il primo incontro con i rosati toscani, una decina d’anni fa. Vini un po’ posticci, dai profumi fragolosi,, tendenti al dolcino, una sorta di Big Bubble da bere; una roba di cui poterne fare a meno e da cui non essere indotta alla tentazione dell’assaggio alle degustazioni (con grande sollievo del mio fegato). Qualche anno fa poi una serie di circostanze fortuite, tipo l’amicizia con una vigneronne chiantigiana produttrice di rosato, e il bollore sempre più insopportabile delle nostre estati….mi hanno rimesso di fronte ai rosati. Non li schivo più, resto anzi affascinata di fronte alle mille, deliziose nuances di rosa che si creano a seconda del vitigno e soprattutto della lavorazione e interpretazione, li assaggio andando fiduciosa alla ricerca della loro più intrinseca personalità, Già ma qual è? Esiste davvero? Hanno una loro collocazione ben precisa, autonoma e distinta quale possiamo trovare ad un bianco, ad un rosso, ad una bollicina? O sono destinati a restare gregari di momenti disimpegnati, di tramonti e aperitivi sul mare, di confessioni al femminile, di coccola tardo pomeridiana defatigante, di approcci maschili verso donne forse astemie o poco attratte dal vino ( ammesso che ne esistano ancora )?
Nel frattempo le occasioni per assaggiare i rosati, come questa ideata da Leonardo Romanelli crescono e si moltiplicano e quindi anche la possibilità di trovare una risposta alle mie domande. Per quanti devono ancora trovare il loro vin en rose, ecco qualche suggerimento tutto toscano:

Fattoria di Magliano, Illario 2018: ispirazione provenzale nel colore delicatissimo e nei profumi appena sussurati. Energia e acidità toscana al gusto.

Fattoria di Magliano Illario 2018

Fattoria di Magliano Illario 2018

Fattoria di Fibbiano, Sofia 2018: richiamo di fiori e sassi per questo vino del pisano che nasce su terreni di origine marina. Equilibrato, senza fronzoli e sdolcinature, da gustare insieme ad un brano che lo richiama Roses dei Kaiserchiefs.

Sofia Fattoria di Fibbiano

Sofia Fattoria di Fibbiano

 Castello di Poppiano, Rosato della Costa 2018: si abbandona lo stile provenzale per un colore decisamente più toscano e intenso.. Rotondo e appagante.

 

Conte Guicciardini Castello di Poppiano Rosato della Costa

Conte Guicciardini Castello di Poppiano Rosato della Costa

Colli di Bordocheo, Sestilia 2018: intrigante e voluttuoso come le erbe aromatiche che ne arricchiscono il bagaglio odoroso. Un rosato che fa primavera e voglia di pic nic all’aria aperta.

Sestilia Rosato

Colli di Bordocheo Sestilia Rosato

I Balzini, Pink Label 2018: elegante ed equilibrato, ha la grazia tutta femminile della mano delle donne che sono il cuore pulsante dell’ l’azienda.

Pink Label I Balzini

Pink Label I Balzini

Tenuta Il Palagio, Beppe Rosato 2018: un originalissimo color peonia, richiami esotici di ananas e spezie dolci per questo rosato prodotto da Sting. E allora come non pensare alla sua canzone Desert Rose, struggente ed evocativa di terre lontane? Abbinamento musicale tutto da provare.

Tenuta il Palagio Beppe!

Tenuta il Palagio Beppe!

 Il Colombaio di Santa Chiara, Cremisi 2018: rosato peperino, fin dal colore lampone acceso. L’ assaggio non smentisce: sapido e pieno di gusto.

Cremisi 2018 Rosato di Toscana Il Colombaio di Santa Chiara

Cremisi 2018 Rosato di Toscana Il Colombaio di Santa Chiara

 Frescobaldi, Alìe 2018: vellutato come la pelle della pesca e dell’albicocca di cui richiama insistentemente profumi e sapori. Ammaliante come il canto di una sirena.

Frescobaldi Alié Ammiraglia

Frescobaldi Alie Ammiraglia

I Veroni, Rosé 2018: il Sangiovese mostra il suo carattere chiantigiano, carnoso e verace. Decisamente al posto del rosso per la grigliata di Ferragosto.

I Veroni Iveronirosè

I Veroni Iveronirosè

Cecchi, Litorale Rosato 2018: allegro, beverino, da stappare in ogni momento a partire dalla sdraio marina che si porta in etichetta. Assolutamente da bersi sul…litorale.

Cecchi Litorale 2018 rosato Val delle Rose

Cecchi Litorale 2018 rosato Val delle Rose

 

Barbara Bonaccini appassionata di vini e sommelier AIS

Barbara Bonaccini appassionata di vino e sommelier AIS

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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