Vernaccia di San Gimignano Anteprima 2019

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Report di Barbara Bonaccini da San Gimignano alla scoperta della migliore Vernaccia

Non v’è cosa migliore di una luminosa giornata di sole per recarsi a San Gimignano alla scoperta delle nuove annate di Vernaccia il primo vino italiano a fregiarsi della Denominazione d’Origine nel lontano 1966. Eppure quando si pensa al vino in Toscana, il primo pensiero è al vino rosso e talvolta ci si dimentica dell’esistenza nella nostra regione di questo vino storico, talmente autoctono che lo si produce solo nei dintorni della città turrita. Certo la Vernaccia è un bianco a tratti ostico, scontroso se lo si approccia come vino da happy hour, con la sua lunga sapidità, il grado alcolico spesso importante e quel caratteristico finale ammandorlato non proprio alla portata di tutti, men che mai di chi va in cerca dei bianchi beverini e freschi. Eppure qualche anno fa ci hanno anche provato a farlo diventare un vino piacione e accessibile al popolo degli aperitivi, con dosi talvolta un po’ troppo generose di uve più modaiole tipo Sauvignon e Chardonnay. Con il risultato di creare vini dai profumi più accattivanti e morbidi, ma che finivano per disorientare e camuffare la vera natura della Vernaccia.

E qui sta proprio la bella sorpresa degli assaggi di quest’anno, vini coerenti fra loro, dai tratti comuni ben riconoscibili (erbe aromatiche ai profumi e sapidità al gusto), con l’uva Vernaccia protagonista nella maggior parte dei casi al 100%. Vini ricchi di freschezza, dalla beva piacevole: uno stile più snello e beverino (nel senso buono del termine e certo favorito da un’annata tutto sommato equilibrata), senza tuttavia snaturare le caratteristiche molto particolari di questo vitigno che certo si fa apprezzare meglio a tavola, accanto a patti anche di carne, che non con le tapas o gli stuzzichini da aperitivo.
Dagli appunti di degustazione i vini che hanno lasciato il segno.
L’outsider
Fattoria di Fugnano e Bombereto, Vernaccia 2018:
un naso esplosivo di erbe aromatiche e pino, un soffio piacevolissimo di macchia mediterranea, intervallato da note fruttate e agrumate. Sferzante e piacevolissimo al sorso dove la sapidità e balsamicità la fanno da padrone. Da tenere a mente e d’occhio.

Fattoria Fugnano

Fattoria Fugnano

Le conferme
Cesani, Vernaccia 2018 caratterizzata da sapidità, per non dire salinità che trae dal terreno ricco di conchiglie e fossili che caratterizzano un po’ tutti i loro vigneti, e da piacevolissime dolci note fruttate.

Elegante ed esemplare di quello che di buono la Vernaccia può esprimere, la Riserva Sanice 2016: perfetta ed equilibrata fusione di frutti gialli, note salmastre, erbe aromatiche, burro e finale lunghissimo. Vino che da qualche anno non vede più legno, ma fa solo un lungo affinamento sulle fecce.

Cesani

Cesani

Montenidoli non porta l’annata appena uscita ma presenta il Tradizionale 2017, annata calda e difficile che in questo caso evidenzia il lato più ruspante e scontroso del vitigno, con note terziarie comunque molto particolari di miele e finocchietto selvatico ed un finale di frutta secca.

Ma il colpo al cuore è per il Fiore 2016, la più floreale delle vernacce assaggiate, impreziosita da un mix delicato ed elegante di agrumi, fiori bianchi ed erbe aromatiche. Una vernaccia incantevole da annusare e da bere.

Montedinoli

Montedinoli

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