Il vino secondo Cantele

0

Stefania Fava Meozzi è andata a visitare l’Azienda Cantele in Salento, una delle realtà vinicole  più importanti della Puglia. Ecco un racconto dell’incontro con Paolo Cantele e i suoi straordinari vini.

“Luce pura irradiò il paesaggio, lei lo immaginò senza alcuno sforzo. Il mare, le sue onde azzurre trasformarsi nella terra che l’avrebbe accolta”
 Teresa Manara ed il marito Giovanni Battista Cantele sono i protagonisti di un’affascinante storia che narra la fondazione della cantina Cantele. Provenienti da Imola, questi due grandi personaggi danno vita ad una vera e propria migrazione al contrario.Giovanni Battista si era avvicinato al mercato del vino sfuso, portando al Nord le uve della Puglia e quando per la prima volta la moglie Teresa visitò Lecce si sentì rapita dall’atmosfera e dai profumi del Salento. A questo punto la decisione era presa: rimanere, mentre dal Salento partivano i migranti per le grandi città del nord. Nel 1979 il loro figlio Augusto fonda le Cantine Cantele, insieme a suo padre e a suo fratello Domenico ed oggi i nipoti di Teresa e Giovanni Battista continuano e sviluppano egregiamente questa splendida eredità.Mi accoglie e mi guida alla visita Paolo – uno dei nipoti – e la sua cortesia e disponibilità mi fanno subito sentire a casa, come accade in tutta la terra del Salento d’altronde. La vendemmia è appena iniziata e l’odore dell’uva raccolta ci dà il benvenuto. Dopo uno sguardo ai vigneti ed un giro in cantina ci accomodiamo nella sala delle degustazioni dove colpiscono subito immagini pubblicitarie di alcuni vini, molto accattivanti e ben integrate con l’ambiente. Si, perché uno sguardo speciale va dedicato al piacevole lavoro comunicativo dell’azienda, ben fatto e ben modulato, che racconta di sé fuori e dentro l’azienda. Inizia così il privilegiato viaggio degustativo guidato e raccontato da Paolo.

Paolo Cantele

Paolo Cantele

Rohesia Brut 2015
L’estate finirà più tardi e il colore del sole ci ricorderà che vale la pena aspettare ciò per cui batte il cuore.
La partenza spumeggiante e vivace, il metodo classico Rohesia apre il percorso gustativo con il suo colore che rimanda alla buccia di cipolla e le bollicine fini e persistenti che danzano nel calice; il rosato declinato a spumante grazie anche all’affinamento per 30 mesi sui lieviti.
Prodotto dalle migliori vigne di Negramaro con l’obiettivo di coniugare tradizione e novità, Rohesia Brut rappresenta per il territorio una sfida vinta grazie alla sua cristallinità, al colore seducente che ricorda i tramonti di Porto Cesareo, alla bollicina cremosa e vellutata e alla persistenza al palato.

Rohesia Brut 2015

Rohesia Brut 2015

Teresa Manara Chardonnay 2017
“L’estate finirà più tardi e il colore del sole ci ricorderà che vale la pena aspettare ciò per cui batte il cuore”
Poeticamente espressa in questi versi sul retro della bottiglia, la vendemmia tardiva è l’anima di questo vino, che si fregia dello chardonnay per sedurre l’assaggiatore già ammaliato da questa introduzione.
Uno Settembre: la dicitura così riportata ci indica la data della vendemmia (per il Salento è tardiva!) La produzione è limitata a 6000 bottiglie per questo chardonnay in purezza, che affina in barriques per circa 12 mesi.
Luminoso, di un giallo paglierino vivido con qualche riflesso dorato, al naso emana sentori di acacia e ginestra già fiorite, arancia e lime, fiori di tiglio e biancospino.
Sorso potente sorretto da una piacevole freschezza, la pesca gialla, la mandorla, il miele ed una gradevole nota di vaniglia, ci accompagnano verso un lunghezza davvero sorprendente mentre la nota alcolica risulta ben ammaestrata, chiudendo con un rilascio piacevole di sapidità.

Teresa Manara Chardonnay 2017

Teresa Manara Chardonnay 2017

Negramaro Rosato 2018
E’ l’anima potente del Salento, il Niuru Maru per i contadini, qui declinato nella versione rosato.
Vendemmia tardiva verso la seconda metà di settembre, macerazione breve di circa 10 ore, fermentazione ed affinamento in acciaio.
Incantevole veste luminosa rosa chiaretto, con sfumature color buccia di cipolla, colpisce gradevolmente il naso con sbuffi di fragolina, ciliegia e qualche accenno di agrumi e rosa rossa fresca; l’attacco è dolce al gusto, abbastanza fresco ma di buona sapidità, con richiami di macchia mediterranea e di mare, per un finale gradevolmente persistente.

Verdeca 2018
E’ un altro di vitigni pugliesi per eccellenza: grappoli di uva verde, che rimandano al suo nome, evocanoi luce e sole di questa terra, semplice ma distinto ed elegante.
Colore paglierino con riflessi verdolini, annuncia la sua freschezza ed immediatezza con impatto piacevole di fiori bianchi freschi, mela e pesca bianca, erbe aromatiche e salvia in chiusura.
L’assaggio è fresco con una piacevole chiusura sapida piuttosto persistente.

Verdeca

Verdeca

Varius 2017
Negramaro e Susumaniello in parti uguali, il calore e la potenza del Salento con la contaminazione di diverse culture, ecco il Varius Cantele.
L’occhio è ammaliato da un colore rosso rubino pieno con qualche vivido riflesso porpora di media impenetrabilità, mentre l’olfatto è sollecitato da sentori potenti di frutta rossa, ribes ed amarena, con una nota finale fumeè tipica del susumaniello.
Il sorso è morbido ed equilibrato, finale di mandorla e chiusura mediamente lunga.

Varius

Varius

Teresa Manara Negramaro 2016
Negramaro in purezza da alberelli di 50 anni per questo vino dedicato ancora una volta alla musa ispiratrice dell’azienda Cantele.
Fermenta in acciaio e riposa in barriques di primo e secondo passaggio per 12 mesi, per una vendemmia di indubbio valore.
Bel colore rosso rubino intenso piuttosto impenetrabile e vivido, l’attacco al naso è potente, con note di frutta rossa e nera, ribes, prugna ed un floreale di rosa rossa leggermente in appassimento. Profumi terziari di chiodi di garofano, vaniglia accennata, liquirizia e finale effluvio minerale.
In bocca potente ed avvolgente, tannino integrato e di buona fattura, per un finale dal sorso persistente

Cantele

Cantele

Amativo 2016 14.5
È la fusione in totale armonia delle uve salentine per eccellenza, il Primitivo al 60% ed il Negramaro al 40%, che in questa fusione ci raccontano la storia e la potenza di questo territorio.
Proviene da allevamento ad alberello, fermenta in acciaio ed affina in barriques per 12 mesi.
Rosso rubino impenetrabile, intenso e complesso al naso, pulito: rosa, viola, glicine anticipano sentori di frutti di bosco in confettura, mora e ribes mentre chiude con note speziate dolci e mandorla secca.
Avvolgente in bocca, di buona freschezza e con un tannino piacevole, risulta molto persistente e fine.

Amativo

Amativo

E poi la sorpresa a me dedicata: l’assaggio di un campione di Fanoi 2015 da me già conosciuto, ancora da imbottigliare. Vino di punta dell’azienda, igt da uve Primitivo, risulta al momento ovviamente ancora scomposto ma piacevolmente aggressivo, di un rosso rubino con evidenti riflessi porpora piacevolissimi da incontrare. All’olfatto pulito e schietto, ribes, amarena e rabarbaro ci introducono a percezioni minerali.
Trama tannica decisamente potente, ma il riposo in bottiglia lavorerà per ricomporre la sua ben nota struttura armonica.

Esperienza piacevole e di altissimo livello qualitativo , arrivederci magnifico Salento ! 

Condividi.
Questo sito utilizza i cookie affinchè l'utente abbia una migliore esperienza nell'utilizzo. Se continui a navigare nel sito stai dando il tuo consenso all'accettazione dei cookie e della nostra policy sui cookie.     ACCETTA