La denominazione Valdarno di Sopra a Prima Anteprima

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Valdarno di Sopra a PrimAnteprima, grande crescita e grande qualità bioRevolution: Luca Sanjust “Mi aspetto che il Ministero ci permetta con il biologico di tutelare maggiormente cittadini, consumatori, dipendenti”.  Sabato 9 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze.

La Denominazione Valdarno di Sopra, costituita nel 2011, ha visto in questi anni una crescita molto importante di soci aderenti e di produzione.
Oggi sono circa trenta i soci e rappresentano oltre il 75% della produzione della Denominazione. Gli imbottigliamenti del 2018, che si sono mantenuti al livello del 2016 a causa dei riflessi negativi dell’annata 2017, hanno raggiunto gli oltre 150.000. Un livello importante considerato che solo nel 2015 erano stati 50.000 circa.

A PrimAnteprima saranno presentate circa cinquanta etichette, segno che il trend di crescita continuerà con queste percentuali importanti. D’altronde i dati della vendemmia 2018 sono stati entusiasmanti, con una crescita della denominazione di oltre il 30%.

Dopo i primi 5 anni di attività si è reso necessario modificare il disciplinare di produzione, per renderlo più operativo e adeguato. La proposta forse più significativa, raccontata dalle magliette “bioRevolution” che tutti i produttori indosseranno sabato 9 febbraio alla Fortezza, è quella di includere nella Denominazione solo vini con certificazione biologica. Questa decisione, presa all’unanimità dai soci del Consorzio, ha creato positive attese in molti produttori della zona che ancora non utilizzano la denominazione e ha generato reazioni molto positive negli operatori commerciali internazionali.
“Siamo ben coscienti come la certificazione bio non sia risolutiva – dice Luca Sanjust presidente del Consorzio Valdarno di Sopra doc – ma riteniamo possa essere un passo avanti significativo. Mi aspetto che Regione e Ministero scelgano la strada nuova e virtuosa, privilegiando non le difficolta tecniche, non il continuismo burocratico, ma permettendo scelte agronomiche ed enologiche che esaltano la biodiversità, la tutela della salute dei cittadini che abitano vicino alle vigne, dei consumatori e dei nostri collaboratori che lavorano in campo. “

 

 

 

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